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Lui & Lei

La Sala del Glory Hole


di Riuky74
23.09.2025    |    1.296    |    1 7.0
"Sofia sentì mani ovunque – sul suo culo, che una donna afferrava per spingerla più forte contro la bocca affamata; sulle labbra, dove dita umide le offrivano di assaggiare il sapore di un'altra..."
In una metropoli affollata e insonne, dove i segreti si celano nei vicoli bui e le notti pulsano di desideri repressi, esisteva un club sotterraneo chiamato "Il Velo Nero". Non era un posto per uomini curiosi o voyeur casuali: era un santuario esclusivo per donne, un tempio del piacere anonimo dove il glory hole non era solo un buco nel muro, ma un portale verso l'estasi condivisa. Qui, più donne si riunivano per esplorare corpi senza nomi, senza volti, solo curve, umidità e gemiti che echeggiavano come un inno proibito.La serata iniziò con Sofia, una trentenne con capelli rossi fiammeggianti e un corpo atletico forgiato da ore in palestra. Di giorno, era una designer grafica, intrappolata in riunioni noiose e email infinite. Di notte, però, Sofia bramava la libertà del tocco sconosciuto. Aveva scoperto Il Velo Nero su un forum anonimo, un post sussurrato: "Per noi, solo noi. Glory hole con sorelle di piacere. Vieni e lascia che ti consumino."Attraversò il vicolo umido, bussò alla porta di ferro con il codice – tre colpi rapidi, uno lento – e scese le scale illuminate da luci rosse soffuse. L'aria era calda, impregnata di essenze floreali e del profumo inconfondibile dell'eccitazione femminile. Al guardaroba, una donna misteriosa con un velo sul viso le porse una chiave: "Regola uno: anonimato. Regola due: solo tocchi. Regola tre: godi senza rimpianti."Sofia entrò nella Sala Principale, un vasto spazio diviso da pannelli di legno nero, forati da glory hole di varie forme e altezze – cerchi perfetti per bocche avide, ovali per dita curiose, fessure oblique per lingue impazienti. Al centro, un divano circolare invitava al riposo, ma stasera era per chi voleva osservare o unirsi. Intorno, già una decina di donne: corpi di ogni età e forma, nude o avvolte in lingerie trasparente, che si muovevano come ombre sensuali.Sofia scelse un pannello isolato, si spogliò lentamente, rivelando seni sodi con capezzoli rosa che si indurivano all'aria fresca, un ventre piatto e un sesso rasato che già luccicava di anticipazione. Si posizionò contro il muro, il suo clitoride premuto contro un glory hole basso, offrendosi all'ignoto. "Chi sei?" pensò, il cuore che batteva forte. "E quante siete?"Il primo tocco arrivò come un sussurro elettrico: dita sottili, unghie curate, che sfiorarono le sue labbra intime da sotto il buco. Erano delicate, esplorative, tracciando cerchi lenti intorno al clitoride gonfio. Sofia inarcò la schiena, un gemito le sfuggì dalle labbra. Poi, più dita – due, tre – da glory hole vicini. Una mano robusta, forse di una donna matura con palmi callosi, le accarezzò i capezzoli dall'alto, pizzicandoli fino a farla ansimare. Un'altra, più giovane e giocosa, le sfiorò le cosce interne, aprendo le gambe con gentile fermezza."Di più", mormorò Sofia tra sé, e il muro rispose. Una lingua emerse da un buco laterale, calda e bagnata, lambendo il suo sesso con avidità. Era esperta, alternando colpi rapidi al clitoride con penetrazioni profonde della lingua, succhiando i suoi umori come nettare. Sofia si aggrappò al pannello, le ginocchia che tremavano. Dall'altro lato, non era una sola donna: erano almeno tre, i loro respiri affannosi che si mescolavano attraverso il legno. Una le leccava il sesso, un'altra le infila due dita curve dentro, sfregando quel punto sensibile che la faceva vedere stelle, e la terza le massaggiava il seno, torcendole i capezzoli con una fame possessiva.La sala si animò. Da ogni glory hole provenivano echi di piacere: un urlo soffocato da una bionda minuta dall'altro lato del muro, che si chinava per succhiare il clitoride di un'altra sconosciuta; gemiti ritmati di una curvy con fianchi larghi, che si faceva scopare le dita da due glory hole simultanei. Sofia sentì mani ovunque – sul suo culo, che una donna afferrava per spingerla più forte contro la bocca affamata; sulle labbra, dove dita umide le offrivano di assaggiare il sapore di un'altra fica, dolce e salato.Poi, il culmine: le donne dall'altro lato si coordinarono in un balletto di carne. Una lingua sul clitoride, dita che la penetravano ritmicamente, un'altra mano che le strofinava l'ano con lubrificante caldo, stuzzicandolo senza invadere. Sofia venne con un grido primordiale, il corpo scosso da ondate di piacere che la lasciarono tremante, il sesso che pulsava e spruzzava umori sul muro. Le sue "sorelle" non si fermarono: una le spinse dentro un vibratore sottile attraverso il buco, facendola cavalcare l'orgasmo residuo, mentre un'altra le leccava le cosce, raccogliendo ogni goccia.Ma Il Velo Nero era un cerchio infinito. Sofia, ancora ansimante, si spostò a un glory hole attivo dall'altro lato. Ora era lei a dare. Attraverso il buco, emerse un sesso depilato, gonfio e bagnato, di una donna sconosciuta – forse la mora con curve generose che aveva intravisto prima. Sofia non esitò: la leccò con foga, assaporando il suo sapore muschiato, infilandole la lingua dentro mentre dita da glory hole vicini le accarezzavano la schiena. Altre donne si unirono: una le offrì il suo seno da succhiare attraverso un buco alto, capezzoli duri come ciliegie; un'altra le penetrò il sesso con dita esperte, sincronizzandosi con i suoi colpi di lingua.Erano cinque, ora, in quella catena di piacere: Sofia che leccava la mora, la mora che gemeva contro un glory hole dove un'altra donna la scopava con un dildo legato; mani che volavano ovunque, bocche che succhiavano clitoridi esposti, vibratori che ronzavano come api impazzite. Il muro tremava di corpi in collisione, umori che colavano sul pavimento, un coro di orgasmi che si susseguivano come onde – uno, due, tre climax simultanei che fecero vibrare l'intera sala.Quando l'alba filtrò dalle grate, Sofia uscì dal club con le gambe molli e un sorriso beato. Il suo corpo portava i segni del piacere: rossori sui capezzoli, umidità tra le cosce, il sapore di più donne ancora sulle labbra. Sapeva che sarebbe tornata. Perché nel glory hole de Il Velo Nero, non c'era solitudine: solo un'orgia anonima di sorelle, dove più donne significavano più estasi, più liberazione, più tutto. E lei ne voleva ancora, sempre di più.

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